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o CRISTINA CALDERÓN, MARTA ESPINACH, MERI GORNI DENTRO LA STANZA

N.O Gallery, 21 Giugno - 15 Settembre, 2006
Testo di Pietro Derossi

 

o Comunicato

“La mia stanza è / un cortile chiuso / aperto al cielo” (Meri Gorni)

La N.O. Gallery, in collaborazione con la galleria Sicart (Vilafranca del Penedés, Barcellona) è lieta di presentare “Dentro la Stanza”, mostra con opere di CRISTINA CALDERÓN, MARTA ESPINACH, MERI GORNI.

Una galleria per tre artiste, tre stanze per una mostra.
Le opere parlano di uno spazio limite, di un’apertura che lascia la possibilità di immaginare e creare un proprio paesaggio, il proprio “di là”, mettendo lo spettatore di fronte alla finestra di un mondo che ha nei propri occhi.
Sono, infatti, diverse possibilità di usare lo stesso soggetto, le aperture che rendono vivibile e accessibile una stanza, le sue finestre e le sue porte.

Meri Gorni (1958) realizza in tal modo, disegni su carta raffiguranti ambienti in cui è la finestra ad essere il soggetto principale, poeticamente decorata.

Per Cristina Calderòn (1972), invece, la realtà è fuori dalla sua stanza, è la vita che passa davanti alle sue finestre ritagliate nel legno quello che desidera mostrare: “…looking out my window/what do I see?” (Tom Jones), piccole costruzioni mostrano due video, due possibili paesaggi.

Altra visione è, infine, quella di Marta Espinach (1967) che realizza fotografie di porte socchiuse di lasciano una possibilità di fuga da ambienti carichi di colore, arredati con la luce, dando aria a spazi che altrimenti risulterebbero claustrofobici.

 

o Testo

Dentro la stanza. Pietro Derossi

“Era un buon albergo era già mezzanotte. Sono salito. La camera era senza finestra.
Sono fuggito.
Era l’unica camera.
Nella notte di Berlino, mi sono trovato a cercare una finestra.
Anche seduto con una finestra purchè non ci fosse solo il di qua. Di la c’è il resto della vita, c’è un’attesa. posso andare, posso amare.
Di qua non basta mai anche se è la partenza.
L’inizio è in un luogo, con una amico o solo. Lo spazio di qua mi trattiene ma apre verso il tutto che mi aspetta. Di qua c’è, un’attesa continua.
Ma anche il dovere del ritorno.
Un dovere per non perdersi sempre fuori dalla finestra, gettato dalla finestra.
Presto, rientriamo dalla finestra!
La Gorni pensa più al di qua, tranquillità, scrivere qualche verso. Oggi non ha voglia di uscire ha tante cosa da fare.
Calderon ripone le sue cose, deve prendere il treno, entrare nel flusso. Accetta la seduzione. Sotto le stoffe bianche dei sofà nasconde il ritorno, che non può essere dimenticato.
Espinach trasfigura, raffredda nel colore, sembra senza vita; ma la luce infondo forse le darà il coraggio di indagare. E’ il richiamo dell’ Aleph con il rischio dell’infinito.
Giochiamo ogni giorno con le finestre: apri la finestra, chiudi la finestra, scappa dalla finestra, rientra dalla finestra. Le case sono piene di finestre. Progettare una finestra un po’ diversa?
Con tutti questi vetri non ci sono più finestre.
Grandi vetrate, si vede tutto, forse troppo. Torniamo alla finestra? Sposta qualche finestra così si movimenta la facciata?
E’ il gioco di pieni e di vuoti.
Con la sua finestra è andata a finire lì l’architettura?
Requiem per le finestre. Vado a passeggio.
Ma questa mostra ripropone “la finestra”, lei, con una forza evocativa. Risponde a un desiderio che ha radici antiche: siamo grati che ci aiuti a preservarlo.”

 

o Opere in mostra

Allestimento Dentro la stanza   Allestimento Dentro la stanza   Allestimento Dentro la stanza

Dentro la stanza

 

Dentro la stanza

 

Dentro la stanza

Allestimento Dentro la stanza   Allestimento Dentro la stanza   Marta Espinach, Epais de transit 8

Dentro la stanza
 

 

Dentro la stanza
 

 

Marta Espinach, Epais de transit 8, 2006, Stampa digitale su carta fotografica, 50x70 cm., Edizione di 3.

Allestimento Dentro la stanza   Cristina Calderon, Todo el tempo del mundo 2.7.,   Meri Gorni, Il mondo di ciascuno è gli occhi che ha

Dentro la stanza
 
 

 

Cristina Calderon, Todo el tempo del mundo 2.7., 2006, disegno a matita su legno e opera video, 35,4x26x7,4 cm./loop, Opera unica

 

Meri Gorni, Il mondo di ciascuno è gli occhi che ha, 2006, disegno a inchiostro e collage su carta a modulo continuo, 28x24 cm., Opera unica